La sensitiva americana incontra i suoi lettori a CATANIA giovedì 17 novembre alle ore 18 presso la libreria Mondolibri in via UUmberto, 30

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Rosemary Alta incontra i suoi lettorimercoledì 16 novembre ore 18.00  a Messina, presos la libreria Mondolibri in Via Università 32.

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 Domenica 13 novembre Milano. Rosemary Altea firma copie del libro Noi non siamo soli e incontra il pubblico allo Spazio Eventi della  Mondadori Multicenter, Piazza del Duomo 1, ore 17

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24 Ottobre

altea.jpegiL 25 OTTOBRE PROSSIMO IN TUTTE LE LIBRERIE IL PROSSIMO LIBRO DI ROSEMARY ALTEA

 

A GRANDE RICHIESTA ROSEMARY ALTEA RITORNA IN ITALIA

SABATO 12 NOVEMBRE E SABATO 19 NOVEMBRE

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C’è una fiammella che continua a brillare nell’oscurità, tremula ma inestinguibile, anche quando tutto ci sembra perduto. È la luce della speranza, e di quella luce sono intrise le pagine di questo libro, in cui Rosemary Altea torna a condividere la sua esperienza di medium. Grazie all’eccezionale dono che le consente di stabilire un contatto con il mondo dello spirito, da anni Rosemary aiuta coloro che hanno avuto un lutto a trovare sollievo, facendosi portavoce dei loro cari scomparsi.<b> Le toccanti testimonianze che ci regala - alcune delle quali raccolte durante il suo recente viaggio in Italia - </b> offrono <b>un messaggio profondamente rassicurante: noi non siamo soli,</b> e la speranza rinascerà sempre nel nostro cuore perché si nutre dell’amore di chi, pur avendo lasciato questa terra, continua a vegliare su di noi. Lo dimostrano la mamma e il papà che riemergono dal loro abisso di dolore quando scoprono che i figlioletti, scomparsi in un tragico incidente, li osservano dall’aldilà in compagnia del nonno; la donna che riprende le fila della propria esistenza grazie ai consigli dei genitori defunti; la giovane vedova che ritrova il sorriso ascoltando le parole dell’amato sposo. Accanto a queste storie, l’autrice descrive nei dettagli il modo in cui entra in comunicazione con chi non c’è più, come è in grado - con l’aiuto del suo spirito guida Aquila Grigia - di assistere a eventi passati e futuri: un dono potente e straordinario che la riempie di dubbi, paure e molta gioia..

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Cari Lettori,

questo blog è uno spazio che abbiamo aperto perché i lettori di Rosemary Altea si scambino le loro esperienze. Attraverso il dialogo, le testimonianze e le storie, ognuno potrà sentirsi parte di una “comunità” e trarre da questa conforto e sostegno.

Rosemary Altea vive negli Stati Uniti ed è a conoscenza di questo blog ma, purtroppo, non potrà rispondere a ciascuno.
Speriamo che questo luogo di incontro aiuti i nostri lettori e le nostre lettrici a ritrovare serenità.

Sperling & Kupfer

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Ogni volta che trovo la vita così faticosa da sembrare priva di significato e speranza, mi basta ripensare al modo in cui sono diventata la traduttrice italiana di Rosemary Altea per riprendere fiato.  Figlia unica e straviziata da una tribù di prozie anziane e nubili, nella primavera del 1998 ne ho perse due in  poche ore, dopo lunghi mesi di ricoveri ospedalieri. E un bruttissimo giorno di luglio un incidente d’auto si è portato via colei  che ancora oggi reputo la mia prima grande amica dell’età adulta. Enrica era intelligente, buona, ci capivamo al volo e riuscivamo a ridere di tutto. La sua assurda scomparsa mi ha convinta  che l’esistenza non è che un’inutile sfacchinata infarcita di malattie varie e  decessi improvvisi  e prematuri  come il suo e quello di mio padre. Mamma single di un bambino di  4 anni, “sapevo” che non  sarei  riuscita a  lavorare e occuparmi delle  prozie rimaste e di mia nonna, e prevedevo una fine  terribile per mio figlio, voluto con tutta l’anima ma messo al mondo senza il sostegno di una rete familiare forte e sicura.
Il giorno del funerale di Enrica ho avuto un unico pensiero, così intenso da farmi temere di essere impazzita: Enrica ti prego dammi un segno, fammi capire che sei ancora da qualche parte, che tu e i miei cari  non vi siete dissolti nel nulla, che dentro di noi c’è una scintilla che continua a vivere…
Il mattino dopo ho ricevuto il segno chiesto con tanta insistenza. Betty A., in quel periodo redattrice dell’editore che pubblica da sempre Rosemary, mi ha telefonato per chiedermi di tradurre il suo ultimo libro. Chi aveva tradotto i primi due era impegnato, e dopo aver letto il testo di quella favola spirituale lei aveva pensato che fosse perfetto per me. Rosemary Altea, la donna che comunica con i defunti… poteva esserci risposta più chiara?
Come se non bastasse, anni dopo proprio Betty ha dato la svolta fondamentale alla mia vita professionale, proponendomi come autrice alla collega Marina M.G. Nel 2002 ho incontrato Rosemary:  mi ha detto che al mio fianco in quel momento c’era come sempre  Enrica,  descrivendomi le calze rosse per cui la prendevo in giro, la  minigonna scozzese che le invidiavo, i discorsi che eravamo solite fare per ore al telefono… Mi ha rivelato che con il suo aiuto avrei scritto per tutta la vita, e che il mio primo libro (messo in cantiere tre anni dopo grazie a Betty e Marina) avrebbe riguardato mio figlio. Da allora, qualunque cosa accada non mi sento più sola in un oceano di disastri: Rosemary mi ha dato la risposta che cercavo, e so di poter contare su un angelo custode speciale…

Alessandra De Vizzi, traduttrice di Rosemary Altea e autrice di Mamma single con orgoglio e Tra amiche

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Ci furono numerosi altri messaggi. Le comunicazioni dal mondo dello spirito sembravano infinite, al pari dell’angoscia che aleggiava tra il pubblico. Finché un altro bambino non spiegò ai suoi genitori i tanti modi in cui li aveva visitati e i piccoli segnali con cui li aveva informati della sua presenza. Sua madre capiva ogni volta, e ogni volta ne era felice; suo padre invece temeva di illudersi.
«Quante prove devo darti?» si lasciò sfuggire a un tratto il ragazzino. Deluso e irritato come lo ero stata io poco prima, non voleva arrendersi a tanto scetticismo.
«Sul fondo dell’armadio troverai un paio di vecchie scarpe da tennis. Legale tra loro con le stringhe e appendile da qualche parte, magari sul soffitto. Quando le vedrai ondeggiare senza che ci sia vento o che qualcuno le tocchi, saprai che io sono là a spingerle per farmi notare da te!» Prima di congedarsi fece un’ultima raccomandazione a tutti i presenti: «Dateci l’opportunità di dimostrarvi che ci siamo!»

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